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Autore Messaggio
Amici,

il Festival si avvicina inesorabile e, non essendoci problemi più urgenti, anche quest'anno è nostro preciso dovere commentare le cinque serate con i nostri tweet in diretta e, soprattutto, con le nostre attesissime biografie degli artisti in gara.

Quest'anno, non essendoci la categoria "giovani" (i due vincitori delle selezioni di dicembre, che trovate in fondo alla lista, sono ammessi di diritto alla gara principale), i cantanti saranno molto più numerosi delle scorse edizioni: tra loro molte novità assolute (e altrettanti "E questo chi cazzo è?") ma malgrado l'arduo compito siamo sicuri che riusciremo a stilare schede biografiche di tutto rispetto. A voi la lista di canzoni e interpreti, corredata dai relativi link di Wikipedia.

Edit: Abbiamo aggiunto i trafiletti pubblicati sul numero in edicola di Tv Sorrisi e Canzoni, che danno alcune utili informazioni sui brani :) .

* * *

Federica Carta e Shade
Senza farlo apposta
https://it.wikipedia.org/wiki/Federica_Carta
https://it.wikipedia.org/wiki/Shade_(rapper)

Uno dei ritornelli più forti e immediati lo canta Federica, mentre nel rap delle strofe Shade come suo solito gioca con le parole. Una canzone su un amore non corrisposto e pieno di rimpianti: «Se avessi modo, dentro la testa cancellerei la cronologia».

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Patty Pravo e Briga
Un po’ come nella vita
https://it.wikipedia.org/wiki/Patty_Pravo
https://it.wikipedia.org/wiki/Briga_(cantante)

Baglioni ha rivelato che questo brano gli era stato mandato da uno degli autori, Zibba, e lui ha voluto affidarlo a Patty Pravo. L’alchimia tra la sua voce e quella di Briga (che verso la fine del brano ritorna al rap) è trascinante: «Tu dove vuoi volare? Hai tempo per pensare».

* * *

Negrita
I ragazzi stanno bene
https://it.wikipedia.org/wiki/Negrita

La band toscana porta a Sanremo atmosfere vicine al country americano in un vero inno alla voglia di vivere la vita nella sua pienezza, contro le abitudini e la tentazione di accontentarsi: «Non ho tempo per brillare, voglio esplodere».

* * *

Daniele Silvestri (feat. Rancore)
Argento vivo
https://it.wikipedia.org/wiki/Daniele_Silvestri
https://it.wikipedia.org/wiki/Rancore_(rapper)

Punta a stupire Silvestri con un brano in cui è affiancato dal rapper Rancore. Con un arrangiamento orchestrale dal sapore cinematografico, danno voce a un adolescente che ha perso il contatto con la realtà e si sente in carcere da una vita.

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Ex-Otago
Solo una canzone
https://it.wikipedia.org/wiki/Ex-Otago

«Non è semplice restare complici quando l’amore non è giovane». Son buoni tutti a scrivere di un amore che nasce, cantano gli Ex-Otago, ma che dire dei sentimenti che sfidano il tempo e l’età? La band genovese, a modo suo, è romanticissima.

* * *

Achille Lauro
Rolls Royce
https://it.wikipedia.org/wiki/Achille_Lauro_(rapper)

Da Amy Winehouse a Van Gogh, da Paul Gascoigne a Elvis Presley: nel suo pezzo il giovane rapper romano snocciola un elenco di icone pop, mescolando alto e basso. Fino al culmine del lusso: la Rolls Royce. Risveglierà gli animi all’Ariston.

* * *

Arisa
Mi sento bene
https://it.wikipedia.org/wiki/Arisa

L’inizio lento è solo un depistaggio: dopo pochi secondi esplode l’Arisa più ritmata in una canzone dal retrogusto anni '80. Ma il testo non è superficiale: è un invito a godersi il presente e a sentirsi belli, ignorando l’inesorabile arrivo della fine.

* * *

Francesco Renga
Aspetto che torni
https://it.wikipedia.org/wiki/Francesco_Renga

Una persona che ogni sera rappresenta l’ossigeno quotidiano, che diventa il coraggio ritrovato da parte di chi si sente smarrito: «Il mondo si perde, tu invece rimani» canta Renga, a cui Baglioni ha proposto la ballata scritta da Bungaro.

* * *

Boomdabash
Per un milione
https://it.wikipedia.org/wiki/Boomdabash

La formazione salentina non tradisce il suo sound e porta a Sanremo un brano romantico ma ballabile, in pieno stile Boomdabash. Un reggaeton che le radio ameranno alla follia, in cui fa la sua comparsa anche un coro di bambini.

* * *

Enrico Nigiotti
Nonno Hollywood
https://it.wikipedia.org/wiki/Enrico_Nigiotti

Fa leva sulla nostalgia dei tempi andati la canzone dell’artista toscano, che in una sentita dedica al nonno ricorda una Livorno che non esiste più, soppiantata da «un mondo a pile» in cui si parla troppo inglese e troppo poco dialetto.

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Nino D’Angelo e Livio Cori
Un’altra luce
https://it.wikipedia.org/wiki/Nino_D%27Angelo
https://www.repubblica.it/spettacoli/mu ... 183781684/

La tradizione partenopea si mescola con le nuove sonorità della musica di Napoli e dintorni: l’incontro formidabile tra queste due generazioni si ritrova anche nel testo, che mescola italiano e dialetto in una riflessione sul tempo che passa e sui segni che lascia sul nostro volto.

* * *

Paola Turci
L’ultimo ostacolo
https://it.wikipedia.org/wiki/Paola_Turci

Nella canzone ispirata all’assenza di un padre, Paola Turci canta in verità della nostra necessità di avere qualcuno che ci guidi nella vita, che ci aiuti a «respirare nel diluvio universale». Da memorizzare la frase: «Siamo fiamme in mezzo al vento, fragili ma sempre in verticale».

* * *

Simone Cristicchi
Abbi cura di me
https://it.wikipedia.org/wiki/Simone_Cristicchi

In un crescendo che si trasforma in una marcia orchestrale, le strofe “recitate” da Cristicchi si fermano a descrivere la bellezza del mondo (dal legno che brucia alle stelle del firmamento) per diventare poi un invito a proteggere la felicità e la bellezza e a perdonare chi ti ferisce.

* * *

Zen Circus
L’amore è una dittatura
https://it.wikipedia.org/wiki/Zen_Circus

Chi conosce la band pisana sarà felice di ritrovare intatta la sua personalità. Gli altri rimarranno di stucco di fronte a questo pezzo suggestivo e ambizioso, che sfiora temi sociali ma si impone come l’affresco di un’umanità impaurita e desiderosa di non sparire nella massa.

* * *

Anna Tatangelo
Le nostre anime di notte
https://it.wikipedia.org/wiki/Anna_Tatangelo

Dopo un periodo difficile e pieno di bugie due persone si ritrovano una davanti all’altra in una notte dove tutto è possibile. Prima di tutto, ammettere le proprie fragilità. Una ballata classica ma non scontata, con un ritornello efficace.

* * *

Loredana Bertè
Cosa ti aspetti da me
https://it.wikipedia.org/wiki/Loredana_Bert%C3%A8

Si sente molto l’impronta di uno dei suoi autori, Gaetano Curreri degli Stadio, in un brano che non sfigurerebbe nel repertorio di Vasco: «Non posso credere che esista un altro amore come te». Loredana lo interpreta con un’energia graffiante.

* * *

Irama
La ragazza col cuore di latta
https://it.wikipedia.org/wiki/Irama

Colpisce duro la canzone di Irama: al centro c’è la storia di Linda, una ragazza di 16 anni incapace di giocare ed essere felice, vittima di un padre-mostro e tenuta in vita da un “cuore di latta”. Alla fine del tunnel, però, una speranza.

* * *

Ultimo
I tuoi particolari
https://it.wikipedia.org/wiki/Ultimo_(cantante)

Chi conosce la band pisana sarà felice di ritrovare intatta la sua personalità. Gli altri rimarranno di stucco di fronte a questo pezzo suggestivo e ambizioso, che sfiora temi sociali ma si impone come l’affresco di un’umanità impaurita e desiderosa di non sparire nella massa.

* * *

Nek
Mi farò trovare pronto
https://it.wikipedia.org/wiki/Nek

L’amore è più forte di ogni cosa: nemmeno i grandi libri, i film d’autore e le canzoni sono in grado di spiegarlo davvero. Così, a tre anni da “Fatti avanti amore”, Nek porta a Sanremo un altro brano veloce in cui si sente l’impronta elettronica del produttore Luca Chiaravalli.

* * *

Motta
Dov’è l’Italia
https://it.wikipedia.org/wiki/Francesco_Motta

«Dov’è l’Italia, amore mio? Mi sono perso» canta Francesco Motta, che esordisce a Sanremo senza compromessi, con un brano intenso che riesce ad affiancare una radice sentimentale a temi di profonda attualità, spingendoci a riflettere e a interpretare.

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Il Volo
Musica che resta
https://it.wikipedia.org/wiki/Il_Volo_( ... _anni_2010)

Aspettatevi boati all’arrivo dell’esplosivo ritornello di questo brano, che porta tra le firme anche Gianna Nannini: «Amore abbracciami, voglio proteggerti, siamo il sole in un giorno di pioggia». Gianluca, Ignazio e Piero non si smentiscono.

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Ghemon
Rose viola
https://it.wikipedia.org/wiki/Ghemon

Per il suo debutto a Sanremo, Ghemon non smentisce il suo sound unico, nato da radici rap mescolate con il soul. «Rose viola stese sulle tue lenzuola, come tutte le notti in cui ti senti sola» canta, con uno stile che lascia il segno.

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Einar
Parole nuove
https://www.termometropolitico.it/13636 ... -2018.html
https://www.ilsole24ore.com/art/cultura ... 4354.shtml

C’è un amore vicino al capolinea al centro di questa ballata dall’andatura classica ma dalle sonorità moderne in cui Einar affronta la sfida senza guardare indietro: «E giuro che se te ne vai non ti verrò a cercare e cancellerò il tuo nome».

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Mahmood
Soldi
https://www.termometropolitico.it/13629 ... tante.html
https://it.blastingnews.com/tv-gossip/2 ... 02511.html

In un uno dei pezzi più contemporanei di questa edizione si mescolano sonorità hip hop e influenze africane. Grande ritmo e un testo costruito su un tema non banale: quando dietro a un rapporto sincero si nasconde un interesse economico.

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A mo' di memoria storica, ecco le biografie delle scorse quattro edizioni:

2018: https://www.facebook.com/pg/spinoza/pho ... 0754469426
2017: https://www.facebook.com/pg/spinoza/pho ... 7027074426
2016: https://www.facebook.com/spinoza/photos ... 9738364426
2015: https://www.facebook.com/pg/spinoza/pho ... 7496909426


E qui trovate i thread del Forum dedicati:

2018: http://forum.spinoza.it/viewtopic.php?f=3&t=90893
2017: http://forum.spinoza.it/viewtopic.php?f=3&t=84817
2016: http://forum.spinoza.it/viewtopic.php?f=3&t=78784
2015: http://forum.spinoza.it/viewtopic.php?f=3&t=69521


* * *

Buon divertimento ;)

IRAMA: assieme a QWERTY e ASDFGH risulta tra le password più sconsigliate al mondo. intitola la sua canzone "la ragazza col cuore di latta" dopo vari problemi legati ai copyright. Dal suo album "Drink the leeches".
In principio fu il verbo. Poi disse: sia fatta la luce, poi... mucchi di balle, fratricidi,espulsioni, andate,moltiplicatevi con dolori... guerre...genocidi....zar,imperatori e dittatori....fino ad oggi.
E tutto questo,solo per rompere il cazzo a me!!!
Boomdabash
In salentino è l'onomatopea di quando ti butti dal balcone.
Simone Cristicchi
A Sanremo con "Abbi cura di me". Adesso che Battiato si era un po' ripreso... :ninja:

Evviva :cool:

Achille Lauro
Nato a Roma nell'estate del 1990 - ma purtroppo l'ostetrica non aveva la presa di Walter Zenga - non è da confondere con l'omonimo armatore e politico in periodo fascista, da cui si distingue per il fatto di essere un rapper in periodo fascista.
Cresciuto nella periferia romana insieme ad altri fenomeni di cui paghiamo oggi le conseguenze, all'età di 14 anni viene abbandonato dai genitori: è l'inizio dell'emergenza rifiuti nella capitale. I suoi brani d'esordio vengono subito notati dai principali esponenti della scena rap italiana e quindi messi sotto intercettazione dalla Digos.
Nel 2017 ha partecipato a Pechino Express facendo scalpore per la sua lite con Antonella Elia: molti la credevano morta.
A Sanremo canta Rolls Royce, brano auto-biografico con cui punta a ottenere il riconoscimento più ambito: il reddito di cittadinanza.

Einar
Cresce a Cuba per poi trasferirsi in Italia all'età di 9 anni (visto a cosa serve un embargo?), lavora come tornitore fino a quando, grazie al jobs act, decide di dedicarsi alla musica: distrugge così numerose chitarre, prima di entrare ad Amici con la scusa che Maria aveva chiesto un sigaro.
Sul bicipite destro ha tatuato un versetto del Vangelo: se l'avesse fatto sulla guancia ora lo avrebbe da entrambe le parti.
Considerato l'erede di Ermal Meta per via del nome composto a casaccio, ha vinto Sanremo Giovani nonostante la sua canzone non fosse inedita: pare infatti che avesse già fatto cagare sul web.
Il successo gli ha permesso di staccare un biglietto per la gara dei big, attività che poi svolgerà anche all'ingresso dell'Ariston.

Achille Lauro

Classe 1990, Lauro de Marinis, oltre alla sfortuna del nome, ha pure quella di nascere nei quartieri popolari del Municipio III di Roma. Inizia a muovere i primi passi nel mondo della musica all'età di 14 anni; anno in cui verrà abbandonato dai genitori, ufficialmente per cercare lavoro all'estero, ma si vocifera che tale decisione venne presa alla notizia dell'utilizzo del nome d'arte "Achille Lauro", ritenuto decisamente più di merda di quello reale. Grazie alla frequentazione di salotti culturali della Roma "bene" con la presenza di letterati del calibro di Gemitaiz, Shablo, Noyz Narcos, Coez, Marracash e tanti altri, inizia a scrivere testi impegnati. Celebri alcuni passaggi molto profondi dei suoi brani, tipo:

"Il mio amico è fuori frà, boom

Ma non dormono una notte fra', vroom

Sì sono fuori fra', uff

Ho l'acquolina in bocca sà"

A Sanremo 2019 si presenta con "Rolls Royce", canzone dedicata alla prima auto "aperta" per fregare l'autoradio.

( Scusa Luca's, stavo buttando giù questa e non ho visto la tua. :angel: )
@MaurizioAlba

Ultima modifica di Maurizio74 il 15/1/2019, 16.02, modificato 1 volta in totale.
Achille Lauro
Vi darà metà di dieci euro ad ogni voto che gli date , l'altra metà della dieci dopo essersi qualificato tra i primi tre
notoriamente non sono mai stato reticente nell'esprimere la mia opinione su argomenti di cui non so assolutamente nulla
principe Filippo
Negrita

Con la canzone "I ragazzi stanno bene", raccontano la storia di quando hanno beccato quelli che gli hanno rubato le 5 chitarre la notte di Natale.
@MaurizioAlba
Arisa
Al Festival con "Mi sento bene". Caccamo soffre ancora di colite.

Motta
Nasce a Pisa da una famiglia livornese. Il Premio Ciampi lo vincerà col cazzo.

Mahmood

Alessandro Mahmoud ha origini per metà sarde (madre) e per metà egiziane (padre), da considerarsi quindi straniero a tutti gli effetti. Con la sua "Gioventù bruciata" rischia di non partecipare a Sanremo in quanto Salvini vorrebbe espellerlo per per motivi di prevenzione del terrorismo.


Francesco Renga

Voci di corridoio dicono che la canzone per Sanremo "Aspetto che torni" sia una dedica alla sua ex, Ambra Angiolini. Arriva subito la smentita e anzi afferma che in realtà la dedica è per Allegri nella speranza di una finale vincente di Champion's League.
@MaurizioAlba
Patty Pravo
Patty Pravo insieme a Briga. Decisivo "Che cosa ci siamo fatti".

Einar
Einar al Festival con "Parole nuove". Webete

Enrico Nigiotti
Figlio di padre medico e madre cardiologa, è la dimostrazione vivente che la scienza non serve a un cazzo. Prima di intraprendere la carriera di cantante ha lavorato come contadino: ora però raccoglie molti più pomodori.
Nel 2010 partecipa ad Amici ma, al ballottaggio con l'allora fidanzata ballerina, decide di autoeliminarsi (sorte che peraltro tocca anche a coloro che ascoltano i suoi pezzi): si consola con il premio della critica come miglior zerbino dell'anno. Nel 2011 prova ad entrare nella casa discografica di Mara Maionchi, la legittima difesa non è ancora legge. Nel 2017 si rimette in gioco a X Factor partecipando nella categoria over 25 di Mara Maionchi, "Toy boy", e posizionandosi alle spalle dei Måneskin, ma solo per guardare il culo alla bassista.
Ha recitato una piccola parte nel film "La pazza gioia" di Paolo Virzì, che ha scelto di scritturare veri pazienti psichiatrici.
Paragonato a Grignani dagli esperti del settore, specialmente quello enologico, arriva a Sanremo forte del successo dell'album "Cenerentola", che se ascoltato prima della mezzanotte fa comunque cagare, e canta "Nonno Hollywood", dedicata all'abilità recitativa di Mattarella quando riesce a rimanere serio davanti a Di Maio.

Irama
Irama è l'anagramma del secondo nome di Filippo Fanti, Maria, che in malese significa "ritmo" ma secondo logica anche "morti".
Cresce a Monza ascoltando De Andrè e Guccini, che Barrichello teneva a palla sull'autoradio pur di non sentire Jean Todt, e avvicinandosi al rap approfittando della nebbia.
Ha tatuato sul braccio il simbolo del Giglio, che sortisce numerosi inchini, ha vinto Amici 2017 ed è fidanzato con una ex corteggiatrice di Uomini e Donne, come previsto dal contratto.
Nel 2018 ha cantato davanti a migliaia di persone in occasione del concerto di Laura Pausini al Forum di Assago: lui era quello nel parcheggio.
Già partecipante a Sanremo Giovani ma eliminato da Ermal Meta, per via del maggior numero di lettere anagrammate, ora porta all'Ariston La ragazza col cuore di latta, sperando che finalmente gliela dia.

Maurizio74 ha scritto:
Mahmood

Alessandro Mahmoud ha origini per metà sarde (madre) ...


Praticamente un Mahmouthones.

ma che deve inventare uno per farvi ridere, bastardi!

Irama

In realtà si chiama Maria ma l'impiegato dell'anagrafe era Luca Giurato.
Nasce a Monza e sin da bambino si interessa alla musica di Fabrizio De Andre' , insomma ha il curriculum per fare il ministro degli Interni.
Il 16 giugno 2017 rappresenta il suo ritorno sulle scene, dopo un anno di inattività ,con il brano " mi droghero' " a cui segue un nuovo singolo " credevamo lo facessi già ".
Partecipa in seguito ad Amici e con il brano " nera" acquista nuovo smalto.
notoriamente non sono mai stato reticente nell'esprimere la mia opinione su argomenti di cui non so assolutamente nulla
principe Filippo
Irama :nasce a Monza da un ovulo congelato della famosa monaca.
Suo padre è il diavolo. E' stato creato da suo padre per creare tormentoni
di merda e tormentare l'umanità.

Il progresso è la realizzazione delle utopie.
L'anima dell'uomo sotto il socialismo di Oscar
Wilde.


Accetta l’opinione di tutti, ma fa un uso
parsimonioso del tuo giudizio. Amleto di Shakespeare.

Federica Carta e Shade: “Senza farlo apposta”
Ex campionessa di morra cinese, Federica Carta ha esordito nel coro dell’Antoniano rubando le merendine ai più piccoli. Albano l’ha definita ‘la sorpresa più interessante dopo le gambe della Lecciso’. Proviene dalla scuola di Amici di Maria De Filippi dove si è imposta imitando la voce di Maurizio Costanzo.
Nato a Torino da padre foggiano e madre tarantina, Shade è un rapper esponente della corrente del Kitemmù. Le canzoni di Shade sono utilizzate da numerose case automobilistiche per testare i ribaltabili durante l’accoppiamento, ah no, quella è Sade. Il nome deriva da un personaggio dei fumetti della DC Comics, famoso per aver smacchiato la tuta di Superman dopo un incontro con Lois Lane.

Patty Pravo e Briga: “Un po’ come nella vita”
In pochi sanno che Giacobbo ha un permesso speciale per visitare Patty Pravo.
Cosa dire ancora di Patty Pravo? Possiamo solo aggiungere che, onestamente, ha rotto il cazzo.
Briga è talmente sconosciuto che ad attenderlo a Sanremo c’erano soltanto Bonafede e Salvini. Quando aveva dodici anni, la sua famiglia si è trasferita a Parigi: li sta ancora cercando.

Negrita: “I ragazzi stanno bene”
Le loro canzoni hanno fatto da colonna sonora ai film di Aldo, Giovanni e Giacomo aumentando di gran lunga le risate.

Daniele Silvestri: “Argento vivo”
Collabora con i più grandi musicisti del mondo che frequenta abitualmente, questa almeno è la cazzata che racconta al pub con Paul McCartney ed Elton John.

Ex otago: “Solo una canzone”
Hanno iniziato la carriera come buttadentro ai concerti di Sfera ebbasta. Il nome Otago si riferisce a una squadra della Nuova Zelanda che vince il campionato contro ogni pronostico. Questo aneddoto insegna che in Nuova Zelanda sono fortunati ad avere i koala invece degli Agnelli.

Achille Lauro: “Rolls Royce”
Achille Lauro è diventato il maggior esponente della Trap grazie al brano ‘Non dire gatto se non ce l’hai nel sacco’.
Ha iniziato la carriera artistica come controfigura di Alvaro Vitali nelle scene in cui doveva sbirciare dal buco della serratura.
Per la sua contiguità con gli ambienti della mala è soprannominato ‘coglionazzo’.

Arisa: “Mi sento bene”
Ha vinto due volte Sanremo, come Peppino di Capri, con il quale condivide anche la grotta.
Idolo riconosciuto di LGBT e satanisti, ascoltando i suoi dischi al contrario ti va il sangue alla testa.
Spesso accostata a Madonna è risultata essere più alta.
Ha raggiunto la notorietà quando ha trovato una mela della misura giusta.

Francesco Renga: “Aspetto che torni”.
Renga ha scritto questa canzone sotto casa di Allegri.

Boomdabash: “Per un milione”
Hanno suscitato l’interesse della critica quando Luzzatto Fegiz, parlando di loro, esclamò: ‘E questi chi cazzo sono?’.
Gruppo musicale di origini salentine, si sono dedicati al reggae dopo aver scoperto che la pizzica aveva rotto i coglioni.

Enrico Nigiotti: “Nonno Hollywood”
È arrivato presto a Sanremo grazie alla scelta oculata del produttore che ha prenotato un InterCity. Scoperto da Mara Maionchi a X-Factor ha preferito rivestirsi subito.
È talmente vecchio che si è presentato a Pippo Baudo con la frase: “I’m your father”.

Nino D’Angelo e Livio Cori: “Un’altra luce”
Nino d’Angelo ha il fisico di un paracadutista con l’altimetro guasto.
Ha venduto migliaia di dischi finché la Finanza non ha sequestrato la bancarella, a Napoli è considerato una leggenda per essere stato il primo ad andare in motorino col caschetto.
Ha concluso gli studi con due anni d'anticipo grazie all'intuizione che lo ha portato a fregare la campanella. Ha svolto l’Erasmus presso Totonno il meccanico scoprendo il suo talento musicale dopo aver ingerito il Paraflù, scambiandolo per vino di Gragnano.
Nino D’Angelo è anche un attore affermato, anche se questo non basta a spiegare la predilezione di Tarantino per il cinema italiano. Per anni i film di Nino D’Angelo hanno registrato record di pubblico, fino a quando smisero di regalare le Bomboniere Algida. Come AlBano, anche D’Angelo ha denunciato Michael Jackson per plagio, quando gli rubò la ricetta del baccalà indorato e fritto.
Tornato sulle scene dopo un delicato intervento per la rimozione del maglione a collo alto, si è subito imposto all’attenzione del pubblico per l’afrore di frittura.
Livio Cori è arrivato tardi a Sanremo perché Nino sa collegare solo i fili della Panda.

Mahmood – “Soldi”
AI suoi concerti si fa ampio uso di spray al peperoncino per mitigare la puzza di cipolla. È chiamato ‘il Professore’ perché una volta prese un libro per pareggiare il tavolo.
Potrebbe essere la sorpresa del Festival, se si facesse esplodere sul palco.

Paola Turci: “L’ultimo ostacolo”
Le sliding door sono davvero sorprendenti, non sai mai cosa ti riservano, Paola le ha prese di faccia.

Simone Cristicchi: “Abbi cura di me”
Dopo aver studiato il pianoforte per anni ora non va più a sbatterci.

Zen Circus: “L’amore è una dittatura”
Il nome del gruppo fa riferimento a due album degli Hüsker Dü che, ora che ci penso, prestai una trentina d’anni fa a un amico proto-grillino, il quale me ne restituì uno.
Si presume che siano stati infiltrati dai russi dopo l’eliminazione dei New Trolls.

Anna Tatangelo: “Le nostre anime di notte”
A differenza di Gigi D’Alessio, non ha mai avuto problemi economici, anche perché il chirurgo plastico lo paga l’ex marito. Inoltre, risparmia usando solo coriste rauche.
Anna Tatangelo è stata a lungo in tournée con i Kiss anche se fu criticata da Pennywise per il trucco eccessivo.
Nota a margine: il recente divieto della Raggi sull'uso di petardi nel raggio di duecento metri da persone o animali, escludeva esplicitamente la Tatangelo.

Loredana Bertè: “Cosa ti aspetti da me”
Famosa la sua relazione con Björn Borg.
Si separò dal tennista svedese perché stufa di accordare racchette. Celebre fu la causa di divorzio con la quale Loredana riuscì ad ottenere gli alimenti in misura tripla e i puntini sulla ö. Più volte ha provato a disintossicarsi a causa di una conclamata dipendenza da Festival, purtroppo quest'anno ci è ricascata.

Irama: “La ragazza col cuore di latta”
Nel 2013 Rolling Stone l’ha inserito nella lista dei migliori 100 rapper con il 49 di piede. Una volta svenne durante un concerto restando in piedi grazie al piedone, ma Michael Jackson rubò l’idea del 45° Degree Lean. Comunque, tenendo il tempo col piede, può risparmiare sul subwoofer.

Ultimo: “I tuoi particolari”
È talmente umile che da piccolo teneva in camera il poster dei Jalisse.
Ha vinto il Secondo premio al Festival della fisarmonica di Mirandola tra la sorpresa generale, soprattutto perché a ritirare il premio si presentò Bob Dylan.
Vanta un passato di attore per via del filmino girato durante la Comunione.

Nek: “Mi farò trovare pronto”
Le canzoni di Nek sono considerate afrodisiache, se ascoltate a letto con Emily Ratajkowski.
È stato spesso accostato a Sting, poi hanno scoperto che dura solo tre minuti.

Motta: “Dov’è l’Italia”
Valente strumentista, da quando l’ha smontata, la chitarra non ha più segreti. Soprannominato il Mark Knopfler della romagna per la sua abilità nel preparare la piada, Motta padroneggia diverse tecniche: dallo shredding, al bondage.
Pochi sanno che ha vinto numerosi premi internazionali, infatti è una cazzata.

Il Volo: “Musica che resta”
Netflix ha acquistato i diritti delle loro storie su Instagram per realizzare un documentario sull’accoppiamento dei castori. Per una strana coincidenza le camere d'albergo dove alloggiano sono prenotate successivamente da Morandi.

Ghemon: “Rose viola”
Il primo incontro con la cultura hip hop avvenne nel 1995, quando Ghemon si avvicinò al graffitismo, per via di una ragazza che non gliela voleva dare.
Ha collaborato a lungo con Battiato lucidandogli i Dischi d’oro. Fu accusato dell’attentato a Belpietro finché non si scoprì che era stato Oswald.

Einar: “Parole nuove”
È talmente sconosciuto che potrebbe diventare il Nuovo Presidente del Consiglio.
A parte scherzi, per comporre la sua bio abbiamo consultato Wikipedia e, alla voce Einar, risultano solo un poeta islandese, uno zoologo svedese e una pornostar californiana che, dalle immagini, sembra avere abilità non propriamente canore. Quindi abbiamo chiesto ad amici e parenti e pare che sia molto famoso, ma solo perché deve dei soldi a tutti.
Nel suo curriculum può vantare una stretta di mano col fratello del batterista di Fedez.
Tra le sue peculiarità: non ricorda dove fosse durante l’11 settembre.

Tutti feat. Andre21 (ad esclusione di Nino D'Angelo)
Sono il bianco di WhatsApp
Irama
Come gran parte della recente generazione esce da un talent show, vince con il brano “Che vuoi che sia” le eliminatorie di Master Pasticciere di Francia.
Indossa sempre degli orecchini con le piume anche se dopo il servizio sulle oche di Report ci tiene a specificare che le sue sono di martora.
Non è l’ennesimo trapper trasgressivo che parla nei suoi pezzi di droga, donne ed emarginati ma se digitate “banalità assoluta” su Google esce il suo nome.
Uno dei suoi successi si intitola “Nera”, orecchiabile il ritornello che chiude con “Come il carbon”. È inoltre riuscito a trovare una rima per “Photoshop”, ed è “shop”. Ora comprende come si è sentita madame Curie quando scoprì la radioattività.
Canterà “La ragazza col cuore di latta” che racconta di quando fece l’Erasmus ad Oz.
Irama in questa occasione non suonerà in coppia con Izzac.

Frank Gallagher ha scritto:
Irama
[...] Irama in questa occasione non suonerà in coppia con Izzac.


:rotfl:
In principio fu il verbo. Poi disse: sia fatta la luce, poi... mucchi di balle, fratricidi,espulsioni, andate,moltiplicatevi con dolori... guerre...genocidi....zar,imperatori e dittatori....fino ad oggi.
E tutto questo,solo per rompere il cazzo a me!!!
Simone Cristicchi

Nel 2007 vinse il Festival con "Ti regalerò una rosa", scritta dopo aver visitato diversi manicomi d'Italia. Nel 2019, finalmente dimesso, si ripresenta a Sanremo con “Abbi cura di me”, un disperato appello ai servizi sociali.
@MaurizioAlba

Ultima modifica di Maurizio74 il 18/1/2019, 12.01, modificato 2 volte in totale.
Francesco Renga
Il suo vero nome è Pierfrancesco, ma lui preferisce la forma abbreviata in onore alla sua uscita dai Timoria, gruppo conosciuto in occasione di un concorso tra band bresciane (poi sgominate dalla polizia) e termine greco traducibile come "vendetta" ma anche "punizione" (che poi è come giustificavo i 4 che prendevo nelle versioni): Ligabue li ingaggia per il suo Lambrusco, coltelli, rose e popcorn tour, di cui aprono i concerti e soprattutto il lambrusco.
Lasciati i Timoria a causa di alcuni dissapori con Omar Pedrini, che inizierà poi una love story con Massimiliano Allegri, smentisce le voci che lo vogliono come sostituto di Piero Pelù nei Litfiba praticandosi una ceretta integrale e intraprende la carriera da solista: nel giro di pochi anni vince Sanremo, ma va detto che è capitato anche ai migliori.
Ha partecipato come giudice ad Amici, dove però non è prevista la pena di morte, e lo scorso anno ha girato l'Italia in compagnia di Nek e Max Pezzali, nel tentativo di far scopare quest'ultimo.
È celebre anche per la lunga relazione con Ambra Angiolini, da cui ha avuto 2 figli (sono i primi spermatozoi a raggiungere la meta dopo che per anni quelli di milioni di adolescenti italiani si erano fermati al divano di casa), terminata nel 2015: da allora viene ribattezzato "il Maurizio Sarri della musica italiana". Oggi è fidanzato con una ristoratrice bresciana: ma il giudizio di Alessandro potrebbe ribaltare la situazione.
Il brano "Aspetto che torni" sembra rivolgersi al suo vero, grande amore: il boomerang.

Simone Cristicchi
Discende da una famiglia romana di guardie papali: fu suo nonno a dire a Montini "Beva Santità, beva!". Da ragazzo mostra grande talento per il fumetto disegnandosi da solo i giornaletti porno, all'età di 20 anni scopre la canzone d'autore contemporaneamente al tasto del volume sul walkman.
Inizia la sua carriera aprendo i concerti di Max Gazzè e Niccolò Fabi grazie all'abilità mostrata con le transenne, quindi si iscrive alla facoltà di Storia dell'arte ma senza mai conseguire la laurea: questo sembra spalancargli la carriera politica, ma nel 2005 il singolo "Vorrei cantare come Biagio" lo proietta in cima alle classifiche - cosa che peraltro capita ogni anno anche all'Inter e poi sappiamo come va a finire.
Nel 2007 vince Sanremo con "Ti regalerò una rosa" battendo una decina di cingalesi, il brano è ispirato alla sua esperienza in un centro di igiene mentale: ma li vogliamo ancorare meglio questi lavandini o no?
È sposato con un'archeologa, che ha dato alla luce i suoi due figli per deformazione professionale, e dal 2017 è direttore del Teatro Stabile d'Abruzzo: sua l'idea di metterci uno spessore sotto una delle gambe.
Con "Prenditi cura di me", scritta dal fratello scemo di Battiato, presenta a Sanremo per la quinta volta non essendo ancora riuscito a cantare come Biagio Antonacci: potendo fare a meno di Sanremo.

Nino D'Angelo

Nino D'Angelo: "Ora mi ispiro a Peter Gabriel". All'Ariston hanno montato già la liana.

Patty Pravo e Briga ma anche Nino D'Angelo e Livio Cori

Grandissimi interpreti di due generi diversi: quota 100 e reddito di cittadinanza
@maurizioneri79
Ghemon
Avellinese, i suoi pezzi incantano le folle, con l’uso delle parole ammalia il pubblico, si differenzia da De Mita soltanto perché una volta è riuscito a pronunciare una “T” e da Di Maio per i minor Borghetti venduti.
Comincia come graffitaro ma non convince, i suoi disegni sono inconsistenti, impalpabili, smorti, quando vede la nonna andare in giro con i capelli verdi capisce di aver invertito gli spray. Celebre resta la sua opera su muro-portone di casa dal titolo “Non parcheggiare”. Quando scopre che svegliarsi di notte per dipingere murales è troppo faticoso preferisce trovare qualcosa che non impegni corpo e mente, diventa rapper.
Ha suonato con Blue-Nox, Unlimited Struggle, 15 barrato, Sangamaro, Soulville, The Love 4tet, ha intrapreso talmente tanti progetti nella sua carriera che ogni suo nuovo pezzo deve essere vagliato da tecnici del ministero per valutarne i costi-benefici.
Il nome Ghemon è uno pseudonimo che a molti ricorda l’affascinante samurai di Lupin III, curiosamente l’ascolto di una sua canzone è capace di sezionarti in mille pezzi i coglioni.
Presenterà a Sanremo: “Rose viola”, nel brano declama un interminabile elenco che raggruppa tutti, da Antognoni a De Sisti fino a Federico Chiesa.

Ghemon
Ghemon a Sanremo con "Rose viola". Quelle dei proiettili.

Ultimo
Il nome lo prende in fila alla posta quando c’era la macchinetta eliminacode rotta. Vince di poco su “È uno schifo” e “Il bancomat non va”.
Si chiama in realtà N. Moriconi, è quindi consequenziale il suo approccio alla musica: “M'hai provocato e io te distruggo”.
Inizia come pianista ma smette quando scopre che andando a lezione è molto più pratico trasportare un flauto.
È soprannominato il rapper poeta per la sua attitudine ad elaborare testi, un giorno dal mare è costretto a tornare a casa in corriera invece che con la sua macchina, è talmente prolifico che sul bus compone: “Chiave”, “Ovunque tu sia” e “Sabbia”.
La canzone che porta a Sanremo è “I tuoi particolari”, racconta la disavventura in un bagno di una discoteca, una volta sfilati gli slip il particolare in questione spuntava dalla minigonna.

Motta
Francesco Motta, noto anche solo come Motta poiché ogni volta che esce un suo pezzo la reazione dei critici è: “Non mangia il panettone”.
Motta compone colonne sonore ed è fidanzato con l’attrice Carolina Crescentini, svelando quindi una recondita passione per il cinema anche se, da quando ha sentito parlare de “Gli uccelli” di Hitchcock, nei suoi cameo non fa che guardare sbalordito la patta del regista.
Il brano che presenta a Sanremo è stato scritto lo scorso giugno, di Ventura-Tavecchio: “Dov’è l’Italia”.

Arisa
Al Festival con "Mi sento bene", scritta dopo aver preso una botta in testa.

Negrita
Per il prossimo festival annunciano un supergruppo con Arisa. "Stiamo tutti benone".

Motta, con "Dov'è l'Italia", punta finalmente alla Coppa del Nonno.

Ghemon
Rapper avellinese che ha iniziato con i graffiti, ma l'impressione è che avrebbe fatto meglio a continuare nella carriera di samurai.

Federica Carta
Partecipa a Sanremo dieci anni dopo Marco Carta per dimostrare che qualche volta i proverbi dicono la verità.
- "Se Gesù suonasse alla sua porta, e lei se lo trovasse davanti... lo riconoscerebbe?"
- "Eh sì che lo riconoscerei."
- "E come fa ad esserne sicuro?"
- "Perchè il mio campanello è rotto da due anni!"

Ultimo
Il suo vero nome è Niccolò Moriconi, ma si fa chiamare Ultimo per distinguersi dagli altri stronzi.
A 8 anni i suoi genitori lo iscrivono al conservatorio confondendolo col riformatorio, a 14 anni scrive il suo primo testo in seguito all'incalzante "Cosa fai tutto quel tempo chiuso in bagno?" di sua madre.
Nel 2016 vince un concorso hip hop dimostrando a tutti la sua bravura: non era nemmeno iscritto. Viene notato da Fabrizio Moro, forse per il fatto di essere l'unico presente al suo concerto.
Dopo la vittoria a Sanremo Giovani nel 2018, dedicata al fratello malato, quest'anno partecipa tra i Big: nonna ha preso l'Alzheimer. Al Festival spera di ottenere un risultato opposto al suo nome, noi ci accontenteremmo che Cosa Nostra si sintonizzi su Raiuno.


Ghemon
Ghemon è in realtà Giovanni Luca Picariello, 37enne avellinese laureato in giurisprudenza: alla fin fine a Di Maio è andata di lusso.
Da giovanissimo si avvicina al graffitismo, poi decide di vandalizzare le orecchie anziché i treni: entra nel gruppo "15 barrato", che quel giorno era in ritardo, componendo testi in dialetto irpino e poi anche in italiano grazie a un corso serale.
Nel 2000 dona una musicassetta con una sua demo ai Matia Bazar, che la usano per scaldarsi.
Si impone come un artista a metà tra cantautorato e rap, per via del fatto che nessuno dei due generi lo vuole, e si è definito un transgender musicale riuscendo così a vendere tutti i suoi dischi a Lapo Elkann.
Nel 2014 pubblica l'album "Orchidee", che suscita reazioni al singolare maschile. A Sanremo si esibisce con "Rose viola", che ha subito attirato le attenzioni della critica: "A quanto le vendi?"
Una curiosità: ha il 45 di piede e possiede 500 paia di scarpe. O era il contrario?

starburst ha scritto:
Federica Carta
Partecipa a Sanremo dieci anni dopo Marco Carta per dimostrare che qualche volta i proverbi dicono la verità.


Non l'ho capita :timido:

Stefano (stark) ha scritto:
starburst ha scritto:
Federica Carta
Partecipa a Sanremo dieci anni dopo Marco Carta per dimostrare che qualche volta i proverbi dicono la verità.


Non l'ho capita :timido:


Carta canta?
Nessuna minchia è dura come la vita. (Rocco Siffredi)
Ultimo

Nasce a Roma il suo vero nome è Niccolò Moriconi sceglie questo pseudonimo " per far capire subito per chi scrivo" l'ultimo album infatti è dedicato a Cuperlo.
Nel 2017 apre il concerto di Moro ed è ancora tra noi perché le BR inispiegabilmente lo graziano.
A Sanremo presenta il brano" i tuoi particolari" punta tutto sulla profezia di Gesù

quella della profezia me l'avete pubblicata su Spinoza live l'anno scorso ma a me fa ridere :ciao:
notoriamente non sono mai stato reticente nell'esprimere la mia opinione su argomenti di cui non so assolutamente nulla
principe Filippo
Ex-Otago

Il gruppo si forma a Genova come quasi tutte le alluvioni e le frane.
Il primo disco è pubblicato in 500 copie, poi sull'onda del grande successo è ristampato in un'altra copia.
Nel Marzo 2016 Gabriele Floris annuncia l'uscita dal gruppo per colpa di Renzi.
Sempre nel 2016 esce l'album cinghiali incazzati che profetizza la vittoria della Raggi a sindaco di Roma.
A Sanremo con solo una canzone due sarebbero state considerate come tortura.
notoriamente non sono mai stato reticente nell'esprimere la mia opinione su argomenti di cui non so assolutamente nulla
principe Filippo
Loredana Bertè

Si presenta a Sanremo con il brano "Cosa ti aspetti da me", riferito al colore dei capelli.

Zen Circus

Il gruppo fondato nel 1994 come non fosse bastata la discesa in campo di Berlusconi.
La formazione comprende Appino Teschio e Fufu' insieme creeranno una loro etichetta " lavare in acqua fredda", le prime copie dei loro dischi saranno vendute nei Paesi Bassi dove nel frattempo si è trasferito Appino per disintossicarci.
Nell'anno 2000 Appino è costretto a tornare in Italia dopo la vittoria del movimento " prima i Belgi".
Nel 2003 Teschio lascia il gruppo il suo posto lo prende Qqru ( compro una vocale).
2004 è un anno indimenticabile per la musica ad Appino viene pignorata la chitarra e l'amplificatore.
Nel 2005 pubblicano Vita e opinioni di Nello Scarpellini gentiluomo i testi sono di Lina Wertmuller.
Esce nel 2009 l'album andate tutti affanculo a cui seguirà un tour con lo stesso nome, quindi quello di Beppe Grillo è un plagio.
Dopo nati per subire dedicato agli interisti e canzoni contro la natura se lo ascolti al contrario provoca tsunami nel 2017 pubblicano il fuoco in una stanza dedicato alla prostituta che andava con Gino Paoli che ricominciava a lavorare.
A Sanremo 2019 con il brano l'amore è una dittatura di Salvini Isoardi.
notoriamente non sono mai stato reticente nell'esprimere la mia opinione su argomenti di cui non so assolutamente nulla
principe Filippo
Loredana Bertè

Sanremo 2019 con il brano cosa ti aspetti da me.
Nessuno ha ancora risposto alla domanda dopo la nascita del movimento #metoo si rischia la querela.
notoriamente non sono mai stato reticente nell'esprimere la mia opinione su argomenti di cui non so assolutamente nulla
principe Filippo
Donna Felicità ha scritto:
Stefano (stark) ha scritto:
starburst ha scritto:
Federica Carta
Partecipa a Sanremo dieci anni dopo Marco Carta per dimostrare che qualche volta i proverbi dicono la verità.


Non l'ho capita :timido:


Carta canta?

:ok: si
- "Se Gesù suonasse alla sua porta, e lei se lo trovasse davanti... lo riconoscerebbe?"
- "Eh sì che lo riconoscerei."
- "E come fa ad esserne sicuro?"
- "Perchè il mio campanello è rotto da due anni!"

Ex-Otago
L'origine del nome resta un mistero visto che gli elementi della band sono amorfi e privi di fantasia. In effetti non sono né brillanti e né avvenenti, hanno limitate avventure sessuali e tutti con la stessa donna, uno dei componenti non approva e lascia sia il gruppo che la fidanzata. Comunque era un buon batterista, Otago.
Altre fonti sostengono che il nome provenga da una squadra di rugby neozelandese che apriva le partite con la caratteristica danza di guerra, una virile mazurka in tempo ternario.
Uno dei loro album più famosi si chiama “Marassi” poiché ascoltandolo si hanno esiti indesiderati, tipo improvvise capriole alla Skuhravy.
A seguito della partecipazione come Coniglio Rapper nel programma di Chiambretti uno dei membri lascia il gruppo, la band disapprovava quelle sue esibizioni nel costume con le grosse orecchie ma il musicista replicava che presto la testa, scambiandosi di posizione, l’avrebbe calzata Malgioglio.
Il brano che portano a Sanremo si chiama: “Solo una canzone”, ma attenti, gli effetti sono gli stessi di quando il radiologo vi dice: “Solo una macchietta”.

Simone Cristicchi
Simone Cristicchi al Festival con "Abbi cura di me". Un disperato appello al parrucchiere.

Arisa: “Mi sento bene”
Finalmente le hanno aggiustato i dosaggi.

Ex-Otago
Si formano a Genova come trio acustico per risparmiare i soldi della batteria, prendendo il nome da una squadra di rugby neozelandese che vince il campionato contro ogni pronostico: l'FC Internazionale Wellington.
Il loro primo disco è stampato in 500 copie e raggiunge un pubblico fino ai cugini di terzo grado.
Il gruppo ha cambiato più volte formazione, richiamando in più occasioni Ivan Juric, ed è reduce da un tour nazionale che ha fatto registrare numerosi sold-out, grazie anche all'idea di chiamare i biglietti "coupon di cittadinanza".
Nel 2016 pubblicano l'album "Marassi", composto interamente da cori contro la Sampdoria.
La notte di Capodanno hanno suonato in piazza a Genova per dare il benvenuto al 2018, che poi ha mostrato tutta la propria riconoscenza ad agosto.
Oltre che come cantante il frontman Maurizio Carucci lavora anche come contadino, perché ci teneva a dimostrare che dai diamanti non nasce niente.
Si presentano a Sanremo con "Solo una canzone", ma è comunque troppo.

Zen Circus
Dopo una prima fase in cui utilizza come sala prove un centro sociale di Pisa e un'automobile, stanco di mangiare uova il frontman Andrea Appino tenta la carriera come "one man band" in Olanda: qui incontra anche lui dei pinguini danzanti e una tata volante, ma per altri motivi. Costretto a rientrare in Italia per il servizio civile, si occupa di accudire gli anziani: nascono così gli Zen Circus.
La formazione definitva della band include anche Ufo, bassista non identificato, e Karim Qqru, batterista campione di Scarabeo, mentre il nome del gruppo deriva dall'accostamento di due parole apparentemente non collegate fra loro: un po' come Partito democratico.
Con i primi guadagni la band acquista un camper (che come la tastiera suona ma in più ha anche le ruote) e inizia un'estenuante attività live, con tour di oltre 100 date: in alcuni paesi arrivano a costruire in prima persona i palazzetti dove si esibiscono.
Con brani come "Figlio di puttana", "Gente di merda", "La democrazia semplicemente non funziona", "I qualunquisti" e l'album "Andate tutti affanculo" gli Zen Circus si impongono agli occhi di critica e pubblico, proponendosi come concreta alternativa musicale al Pd.
Partecipano a Sanremo con il brano "L’amore è una dittatura", scritto da una giovane Claretta Petacci.

Arisa
Al Festival con "Mi sento bene". Probabilmente non ha partecipato alla Sagra del Radicchio

Patty Pravo

Veterana del Festival con altre nove partecipazioni: la prima volta venne accompagnata al piano da Beethoven.
I suoi primi successi furono “ragazzo triste” e “la bambola” che altro non era se non la soluzione temporanea per il ragazzo triste.
Il sodalizio con Briga funziona solo perchè nessuno dei due sa chi cazzo sia l'altro. Da quando lo ha sentito cantare “Diazepam”, lei pensa che Briga sia uno spacciatore di sostanze e continua a tormentarlo con richieste inopportune.
"E le dure querce grondavano di miele rugiadoso" (Virgilio).
https://mobile.twitter.com/ibico75
Achille Lauro porterà un pezzo di Moby/Prince.

Paola Turci
La carriera della cantautrice romana comincia nel 1986 eppure, come colpiti dal neuralizzatore di Men In Black, nessuno è capace di canticchiare nemmeno un accenno di una sua canzone.
Durante la vita artistica collabora con moltissimi musicisti, tipo Luca Carboni che le scrive il brano a tematica lesbo “Io e Maria” che manda su tutte le furie Maurizio Costanzo, almeno fino a quando non gli spiegano che la “Maria” in questione è frutto della fantasia, è “io” che è la De Filippi.
Vince il Cantagiro in squadra con i Tazenda, a causa di quella compagnia in quel periodo sviluppa una dipendenza da filu 'e ferru, è solo questo il motivo che la porta a legarsi al tennista Canè.
Lavora con gli Articolo 31, in quella fase J-Ax inizia ad avere problemi con la band mentre la Turci con Equitalia, elaborano insieme l’enigmatico e sibillino pezzo dal misterioso titolo “Fuck you”.
Dopo una comune esperienza compone con Vasco Rossi “Una sgommata e via”, terribili i cessi dell’autogrill di Fiorenzuola d'Arda.
Produce “Sabbia bagnata” assieme a Carmen Consoli, confermando che le ragazze non la fanno mai da sole.
Ha sposato il giornalista Andrea Amato ad Haiti ma il matrimonio è durato solo due anni. Proprio come aveva previsto la gallina decapitata durante la cerimonia.
Partecipa come insegnante al programma “Amici”, tutti i ballerini si affannano per riprodurre la celebre pirouette alla Turci.
È anche autrice di libri, in “Con te accanto” raggiunge la maturità e descrive l’irrinunciabile beneficio e l’affidabilità costante che può donare soltanto una confezione di Maalox.
Il suo “La vita che ho deciso” è uno dei brani italiani più belli degli ultimi vent’anni ma passa inosservato, a Sanremo porterà “L’ultimo ostacolo”, una vaccata in si bemolle tutta copiata a Marco Mengoni e ad un jingle della Pepsi Cola. Vincerà.

Ex-Otago
Gli Ex-Otago prendono il nome da una squadra di rugby della Nuova Zelanda. Se mi lasci l'ovale nella serata delle cover.

Il Volo
Il Volo è un gruppo musicale composto da due tenori e un baritono (riconoscibile da un registro vocale più basso e dagli occhiali rossi da pirla), ma purtroppo non da Andreas Lubitz.
I tre partecipano singolarmente al Talent show canoro per bambini "Ti lascio una canzone" ma gli autori decidono di metterli insieme: i risultati dovrebbero scoraggiare qualsiasi proposta di lista unitaria della sinistra.
Nel 2011 ricevono due nomination ai Latin Grammy Awards, tra cui quella per la miglior perifrastica passiva, nel 2012 si esibiscono in occasione della consegna del Nobel per la Pace che quell'anno viene assegnato agli spettatori presenti in sala.
Nel 2013 cantano l'inno americano prima di una partita di baseball, anticipando l'insorgere della noia, mentre i biglietti per il loro concerto a New York vengono polverizzati in soli 8 ore: la Cia li usa per testare nuove armi di distruzione di massa.
Nella loro carriera hanno cantato alla presenza delle massime cariche dello Stato (no, non quelle posizionate sull'A29 vicino a Capaci) accompagnati da un coro di bambini con disabilità uditive (ma prima del concerto stavano benissimo) e persino a Pompei, con 1940 anni di ritardo.
Sono i primi artisti italiani nella storia ad aver sottoscritto un contratto con una major americana, e di conseguenza anche gli ultimi, e sono ambasciatori Unicef: e noi che ci lamentiamo di Lino Banfi.
Dopo aver vinto nel 2015 con "Grande amore", sono balzati all'attenzione della cronaca per aver vandalizzato una camera d'albergo (lasciando un cd nello stereo) e ora tornano a Sanremo con "Musica che resta", scritta fra gli altri da Gianna Nannini mentre preparava l'impasto per un dolce.


Boomdabash
Vengono dalla Puglia e promettono di essere "i cantanti degli italiani": i Boombadash - nome onomatopeico che descrive il rumore dei coglioni quando toccano terra - nascono in Salento dall'unione di due cantanti, un deejay, un beatmaker, un'aquila reale, il gatto il topo e l'elefante. Uno dei loro membri fa parte anche del duo Takagi & Ketra, che ha lanciato una serie di tormentoni estivi tra cui il ministro Toninelli.
Nella loro carriera i Boombadash partecipano ai migliori festival reggae d'Europa, grazie alla qualità del loro sound ma soprattutto della loro erba, e vantano collaborazioni con Fedez, Fabri Fibra e Alessandra Amoroso: la cosa non è ricambiata.
Lo stile reggae dei Boomdabash si è via via allargato fino ad abbracciare varie contaminazioni, dal soul all'hip hop fino ai NoTav: una delle loro specialità è quella di cantare in 3 lingue diverse - italiano, inglese e salentino - il che li ha resi molto apprezzati fra gli esorcisti.
Sono stati tra i protagonisti dell'estate scorsa con la hit "Non ti dico no" e la colpa è solo di Giampiero Ventura; a Sanremo cantano "Per un milione" con un coro di bambini e sono tra i favoriti per la vittoria dello Zecchino d'oro.

"Il Volo"....e fa gia' ridere cosi'.

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